Orari Parrocchia
Orario Sante Messe
Feriali
7:45 ; 18:00
Festivi
8:30 ; 10:00 solo per bambini e famiglie che seguono il catechismo per la comunione
11:15; 12.15; 18:00
Orari Segreteria
orario invernale
lunedì-venerdì: 10.00 - 12.30 , 16.00 - 19.00
sabato e prefestivi: 10.00 - 12.30
domenica e festivi: chiusa
orario estivo
lunedì-venerdì:17.00 - 19.00
11:15; 12.15; 18:00
Orari Segreteria
orario invernale
lunedì-venerdì: 10.00 - 12.30 , 16.00 - 19.00
sabato e prefestivi: 10.00 - 12.30
domenica e festivi: chiusa
orario estivo
lunedì-venerdì:17.00 - 19.00
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Schede - La gioia di dare
IV. La gioia di dare e far crescere la vita
1. Accogliere il dono del figlio: “L’amore dà sempre vita. Per questo, l’amore coniugale «non si esaurisce all’interno della coppia [...]. I coniugi, mentre si donano tra loro, donano al di là di se stessi la realtà del figlio, riflesso vivente del loro amore, segno permanente della unità coniugale e sintesi viva ed indissociabile del loro essere padre e madre»”(AL, n. 165). “Ogni nuova vita «ci permette di scoprire la dimensione più gratuita dell’amore, che non finisce mai di stupirci. E’ la bellezza di essere amati prima: i figli sono amati prima che arrivino»” (AL, 166).
2. Essere padri e madri: “Il sentimento di essere orfani che sperimentano oggi molti bambini e giovani è più profondo di quanto pensiamo” (AL 173. “Ogni bambino ha il diritto di ricevere l’amore di una madre e di un padre, entrambi necessari per la sua maturazione integra e armoniosa. Non si tratta solo dell’amore del padre e della madre presi separatamente, ma anche dell’amore tra di loro, percepito come fonte della propria esistenza, come nido che accoglie e come fondamento della famiglia. Essi mostrano ai loro figli il volto materno e il volto paterno del Signore” (AL, 172).
3. Famiglia ambiente educativo alla fede e ai valori: “La famiglia deve continuare ad essere il luogo dove si insegna a cogliere le ragioni e la bellezza della fede, a pregare e a servire il prossimo. La fede è dono di Dio, però i genitori sono strumento di Dio per la sua maturazione e il suo sviluppo” (AL, 287). “La famiglia è la prima scuola dei valori umani, dove si impara il buon uso della libertà” (AL, 274).
4. Al ritmo delle famiglie: “Con il ritmo della vita attuale, la maggior parte degli sposi non saranno disposti a riunioni frequenti, e non possiamo ridurci a una pastorale di piccole élites. Oggi la pastorale familiare dev’essere essenzialmente missionaria, in uscita, in prossimità, piuttosto che ridursi ad essere una fabbrica di corsi ai quali pochi assistono” (AL, 230).
Papa Francesco dedica al tema della fecondità dell’amore e dell’educazione dei figli i capitoli 5 e 7 dell’Esortazione, con lo scopo di segnalare alle comunità cristiane l’urgenza di sostenere le coppie nell’accoglienza dei figli e nel compito educativo. I contesti culturali mutati e certi modelli di comportamento familiare ormai globalizzati ci spingono a lavorare per riscoprire e diffondere quegli atteggiamenti di fondo che nascono dal Vangelo e che possono anche oggi riempire di senso e di bellezza spirituale l’esperienza del generare e dell’educare.
Domande per il dialogo
1/ In Italia con la più bassa natalità al mondo, la comunità cristiana è chiamata ad interrogarsi: cosa possiamo fare per aiutare le famiglie ad accogliere il dono di nuove vite? Di quali linguaggi, strumenti e solidarietà più incisivi abbiamo bisogno per fare un discorso credibile, su questo argomento, agli sposi di oggi? Le persone si sentono accompagnate e sollecitate a vivere la loro paternità e maternità responsabile? Come interveniamo per sostenere le donne che hanno una gravidanza indesiderata o che vivono in situazioni di disagio economico e psichico?
2/ Fare i genitori non è facile. Come la parrocchia sostiene la genitorialità dei papà e delle mamme? O come dovrebbe sostenerla? Molti genitori si sentono impotenti di fronte alle sfide delle nuove tecnologie, all’individualismo e alla solitudine in cui si trovano: abbiamo inventato percorsi e occasioni di confronto tra genitori? Quali iniziative di sostegno ai genitori dei ragazzi dell’iniziazione cristiana sono sorte in parrocchia dal Convegno diocesano dell’anno scorso?
3/Come le proposte di incontro e catechesi che offriamo alle famiglie tengono conto delle concrete situazioni ed esigenze delle famiglie? Le coppie di genitori che partecipano ai nostri incontri si sentono capiti, accompagnati, sostenuti, oppure percepiscono che utilizziamo un linguaggio lontano dai loro vissuti? Si sentono giudicati dai nostri atteggiamenti o dai nostri discorsi? Sappiamo trattare con delicatezza e rispetto i genitori separati, i conviventi, le ragazze madri? Come ci comportiamo quando vediamo una coppia separata che vive un aspro conflitto, dove chi ci va di mezzo è il figlio?
4/ Cosa possiamo fare di più e di meglio, a livello di diocesi o di prefettura, per sostenere i genitori nel loro compito di generare e di educare?
1. Accogliere il dono del figlio: “L’amore dà sempre vita. Per questo, l’amore coniugale «non si esaurisce all’interno della coppia [...]. I coniugi, mentre si donano tra loro, donano al di là di se stessi la realtà del figlio, riflesso vivente del loro amore, segno permanente della unità coniugale e sintesi viva ed indissociabile del loro essere padre e madre»”(AL, n. 165). “Ogni nuova vita «ci permette di scoprire la dimensione più gratuita dell’amore, che non finisce mai di stupirci. E’ la bellezza di essere amati prima: i figli sono amati prima che arrivino»” (AL, 166).
2. Essere padri e madri: “Il sentimento di essere orfani che sperimentano oggi molti bambini e giovani è più profondo di quanto pensiamo” (AL 173. “Ogni bambino ha il diritto di ricevere l’amore di una madre e di un padre, entrambi necessari per la sua maturazione integra e armoniosa. Non si tratta solo dell’amore del padre e della madre presi separatamente, ma anche dell’amore tra di loro, percepito come fonte della propria esistenza, come nido che accoglie e come fondamento della famiglia. Essi mostrano ai loro figli il volto materno e il volto paterno del Signore” (AL, 172).
3. Famiglia ambiente educativo alla fede e ai valori: “La famiglia deve continuare ad essere il luogo dove si insegna a cogliere le ragioni e la bellezza della fede, a pregare e a servire il prossimo. La fede è dono di Dio, però i genitori sono strumento di Dio per la sua maturazione e il suo sviluppo” (AL, 287). “La famiglia è la prima scuola dei valori umani, dove si impara il buon uso della libertà” (AL, 274).
4. Al ritmo delle famiglie: “Con il ritmo della vita attuale, la maggior parte degli sposi non saranno disposti a riunioni frequenti, e non possiamo ridurci a una pastorale di piccole élites. Oggi la pastorale familiare dev’essere essenzialmente missionaria, in uscita, in prossimità, piuttosto che ridursi ad essere una fabbrica di corsi ai quali pochi assistono” (AL, 230).
Papa Francesco dedica al tema della fecondità dell’amore e dell’educazione dei figli i capitoli 5 e 7 dell’Esortazione, con lo scopo di segnalare alle comunità cristiane l’urgenza di sostenere le coppie nell’accoglienza dei figli e nel compito educativo. I contesti culturali mutati e certi modelli di comportamento familiare ormai globalizzati ci spingono a lavorare per riscoprire e diffondere quegli atteggiamenti di fondo che nascono dal Vangelo e che possono anche oggi riempire di senso e di bellezza spirituale l’esperienza del generare e dell’educare.
Domande per il dialogo
1/ In Italia con la più bassa natalità al mondo, la comunità cristiana è chiamata ad interrogarsi: cosa possiamo fare per aiutare le famiglie ad accogliere il dono di nuove vite? Di quali linguaggi, strumenti e solidarietà più incisivi abbiamo bisogno per fare un discorso credibile, su questo argomento, agli sposi di oggi? Le persone si sentono accompagnate e sollecitate a vivere la loro paternità e maternità responsabile? Come interveniamo per sostenere le donne che hanno una gravidanza indesiderata o che vivono in situazioni di disagio economico e psichico?
2/ Fare i genitori non è facile. Come la parrocchia sostiene la genitorialità dei papà e delle mamme? O come dovrebbe sostenerla? Molti genitori si sentono impotenti di fronte alle sfide delle nuove tecnologie, all’individualismo e alla solitudine in cui si trovano: abbiamo inventato percorsi e occasioni di confronto tra genitori? Quali iniziative di sostegno ai genitori dei ragazzi dell’iniziazione cristiana sono sorte in parrocchia dal Convegno diocesano dell’anno scorso?
3/Come le proposte di incontro e catechesi che offriamo alle famiglie tengono conto delle concrete situazioni ed esigenze delle famiglie? Le coppie di genitori che partecipano ai nostri incontri si sentono capiti, accompagnati, sostenuti, oppure percepiscono che utilizziamo un linguaggio lontano dai loro vissuti? Si sentono giudicati dai nostri atteggiamenti o dai nostri discorsi? Sappiamo trattare con delicatezza e rispetto i genitori separati, i conviventi, le ragazze madri? Come ci comportiamo quando vediamo una coppia separata che vive un aspro conflitto, dove chi ci va di mezzo è il figlio?
4/ Cosa possiamo fare di più e di meglio, a livello di diocesi o di prefettura, per sostenere i genitori nel loro compito di generare e di educare?