Orari Parrocchia

Orario Sante Messe
Feriali

7:45 ; 18:00

Festivi

8:30 ; 10:00 solo per bambini e famiglie che seguono il catechismo per la comunione
11:15; 12.15; 18:00


Orari Segreteria
orario invernale
lunedì-venerdì: 10.00 - 12.30 , 16.00 - 19.00
sabato e prefestivi: 10.00 - 12.30
domenica e festivi: chiusa
orario estivo
lunedì-venerdì:17.00 - 19.00

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Schede: La famiglia

V. La famiglia scuola di socialità e stile di fraternità

1. Fecondità allargata: “Con la testimonianza, e anche con la parola, le famiglie parlano di Gesù agli altri, trasmettono la fede, risvegliano il desiderio di Dio, e mostrano la bellezza del Vangelo e dello stile di vita che ci propone.… La loro fecondità si allarga e si traduce in mille modi di rendere presente l’amore di Dio nella società” (AL, 184).
2. Rendere “domestico” il mondo: “Una coppia di sposi che sperimenta la forza dell’amore, sa che tale amore è chiamato a sanare le ferite degli abbandonati, a instaurare la cultura dell’incontro, a lottare per la giustizia. Dio ha affidato alla famiglia il progetto di rendere “domestico” il mondo, affinché tutti giungano a sentire ogni essere umano come un fratello” (AL, 183)
Dall’Eucarestia l’impegno per i poveri: “L’Eucaristia esige l’integrazione nell’unico corpo ecclesiale. Chi si accosta al Corpo e al Sangue di Cristo non può nello stesso tempo offendere quel medesimo Corpo operando scandalose divisioni e discriminazioni tra le sue membra. Si tratta infatti di “discernere” il Corpo del Signore, di riconoscerlo con fede e carità sia nei segni sacramentali sia nella comunità, altrimenti si mangia e si beve la propria condanna (cfr 1 Cor 11,29). Questo testo biblico è un serio avvertimento per le famiglie che si rinchiudono nella loro propria comodità e si isolano, ma più specificamente per le famiglie che restano indifferenti davanti alle sofferenze delle famiglie povere e più bisognose. La celebrazione eucaristica diventa così un costante appello rivolto a ciascuno perché «esamini se stesso» (v.28) al fine di aprire le porte della propria famiglia ad una maggior comunione con coloro che sono scartati dalla società e dunque ricevere davvero il Sacramento dell’amore eucaristico che fa di noi un solo corpo. Le famiglie che si nutrono dell’Eucaristia con la giusta disposizione, rafforzano il loro desiderio di fraternità, il loro senso sociale e il loro impegno con i bisognosi” (AL, n. 186). Queste famiglie possono diventare l’ambiente dove “accogliere con tanto amore le ragazze madri, i bambini senza genitori, le donne sole, le persone con disabilità, i giovani con dipendenze, le persone non sposate, separate, vedove, gli anziani e i malati, i più disastrati nelle condotte della loro vita” (AL, 197).
Secondo Amoris Laetitia la famiglia è la prima cellula della società e il luogo dove si è educati alla vita sociale; in famiglia si apprende uno stile di fraternità da vivere nella Chiesa e in tutti i contesti sociali. Per questo il Papa raccomanda alle famiglie cristiane di non chiudersi, ma di avere “un cuore grande” (AL 196) aperto a tutte le situazioni, comprese quelle difficili. Questo scaturisce dalla fede, dalla celebrazione domenicale dell’Eucarestia. Siamo chiamati a creare “famiglie allargate” (AL, 187,196,197), cioè inclusive, capaci di accogliere le fragilità e le diverse forme di povertà. Questa famiglia allargata è fatta dalla rete di famiglie amiche, dalle famiglie della comunità cristiana, dalle mille relazioni che legano le persone tra di loro.

Domande per il dialogo

1/ In parrocchia è cresciuta la rete delle relazioni, soprattutto tra le famiglie? Vi è la consapevolezza di essere una comunità-famiglia di famiglie, riunita intorno all’Eucarestia domenicale? Una tale “famiglia allargata” - come intesa dal Papa – riesce ad essere inclusiva soprattutto dei poveri? Oppure si limita a “servirli”, ma tenendoli a distanza?
2/ In quali situazione si trovano le famiglie del territorio, quali necessità si evidenziano e chi potrebbe dare ad esse risposte? Esistono necessità nascoste o bisogni che la parrocchia non intercetta? Quali? Potrebbe essere utile confrontarsi con il centro di ascolto Caritas parrocchiale… Conosciamo nel quartiere esperienze di solidarietà e di educazione alla socialità, anche non parrocchiali, con cui collaborare?
3/ Esistono gruppi di famiglie che sostengono/adottano altre famiglie o persone con difficoltà economiche, psicologiche, ecc.? Come le proposte di formazione e di catechesi educano alla partecipazione sociale, alla tutela dei diritti dei più fragili, all’ecologia integrale di Laudato Si’ e alla carità verso le altre famiglie?
4/ Cosa si può fare di più e di meglio, a livello di diocesi o di prefettura, perché le famiglie diventino sempre più scuole di socialità e di fraternità e le parrocchie “famiglie allargate”?
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